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giovedì, 21 ottobre 2004
Io sono io. Sappiate che da Martedì 19 Ottobre 2004 all'indirizzo valium.splinder.com trovate me e me soltanto. Io sono Patty. Patty Diphusa. E non chiunque prima occupasse quat'indirizzo e che poi ha chiuso il blog per motivi personali. Solo sappiatelo. Giusto per informarvi.
» Paris. La prima volta che ho lasciato l'Italia senza accompagnatori è stata nel 2001. Ho preso l'aereo con la mia migliore amica, la Fra. Lei è bella, ma non quanto me. Lo sa e lo riconosce. Ma non per questo vive nella mia ombra, cosa che mi fa molto piacere. Lei è consapevole di essere una media bellezza italiana mediterranea, ma sfrutta al massimo la sua personalità esplosiva per mettere in mostra le sue molte qualità. Adorabile,non trovate? Io la trovo una ragazza davvero speciale. Facciamo la nostra bella figura quando passeggiamo insieme. E se qualcuno non viene colpito da i miei grandi occhi e la mia piccola taglia certo non può restare impassibile davanti al seno mediamente prorompente ed i mossi di Fra. Che coppia!, gente. Montmarte. Mi ha ritratta in ogni posa sfruttando la banalità della cosa. Ho molti disegni che mi raffigurano lì. Ne vado fiera. Li porto spesso con me, soprattutto quando parto, e non mi facico problemi ad ammettere che se scelgo di portarli è solo perché nei disegni della Fra si legge una luce che solo una ragazza bella come me può possedere. La stessa luce forse della quale Coelho parlava nel suo Undici Minuti {che consiglio vivamente a chi non lo conoscesse} Pigalle. Non c'era ragazzo, turistista o meno che fosse, che non mi sarebbe saltato addosso, quella fredda sera di Novembre. Fra dai mille colori addosso e dai bracciali che creavano metalliche melodie trovò qualcuno. Non ricorderà mai il nome, ma è normale. Patty stessa, ovvero me, lasciò che più braccia la scaldassero quella sera. Le prime erano possenti. Abbronzate. Un attore, se ho capito bene. Decisamente bello. Spagnolo. Non ricordo che il suo sapore d'alcol. E le sue mani ovunque. vergognoso. Il nome iniziava per P,se ben ricordo.. Pedro? Pablo? Mah, non m'interessa ricordare. Quella stessa sera, con Fra che aveva ormai la lingua incollata a quella del ragazzo poco prima conosciuto girammo senza meta, fino a casa del rasta. Aveva rasta biondi lunghi fino alle spalle tenuti da una fascia. Ed occhi celesti. Lo ricordo bene, il ragazzo rasta che si era innamorato di Fra, perché scelse subito lei. E non per un modo simile di vestire, o di porsi, ma la scelse tra tante come mai nessuno mi aveva scelta. L'aveva scelta per come la vedeva dentro. Credo. .ed io provai un'angosciante senso di rabbia e gelosia nei confronti di Fra. .ed io provai un'opprimento risentimento ed una forte invidia nei confronti di Fra. Ma così gira il mondo. E quella sera stessa Fra si fece perdonare. Baciandomi,dolcemente. Sussurrandomi che ero l'unica che avrebbe mai amato. Mentre il rasta continuava a bere sul maciapiede e noi tornavamo verso un hotel senza nome e senza stelle. Con solo la Luna a guardarci e proteggerci. Ed anche se a ripensarci sembra patetico, sarò l'unica che Fra mai amerà. E ciò mi da sollievo. Le lingue si sono incontrate portando la mente da un'altra parte. Aiutate forse dal vino rosso e da polvere bianca che vola veloce verso il cervello e ti da una carica unica. Le lingue si sono incontrate e dio mi sono eccitate. Non mi vergogno a dirlo. Baciando la mia migliore amica mi sono eccitata per la bellezza di ciò che, nonostante le menti fossero altrove, i cuori avevano sapuro creare. Con affetto.
Non l'abbiamo mai più fatto. Anche se spesso ci ripenso. E quel bacio mi manca. Come Fra. La mia Fra. La mia migliore amica.
» Aspetto Domenica con un'ansia indescrivibile. Amo svegliarmi presto e poi restare a letto a guardare il soffitto, o chiudere gli occhi e fingere di star continuando a dormire, inventandomi la fine dei sogni che sono stati mortalmente interrotti dal fascio di luce che regolarmente mi scalda il viso di prima mattina. Mio padre forse uscirà con una banale scusa. Mia madre si piangerà addosso chiudendosi in camera. Io da brava viziata non rifarò il letto con la scusa di fargli prendere aria, e con il mio orsacchiotto in mano me ne andrò davanti alla tivvù. Sceglierò un film nell'estesa collezione di dvd che mio padre gentilmente amplia ogni volta che si sente in colpa per qualche motivo, che pena. Domenica scorsa ho deciso di rivedere Fight Club,un vero capolavoro. Così ho messo tra le citazioni qui nel blog una frase che regolarmente mi sconfigge più d'ogni altra cosa. Le cose che possiedi alla fine ti posseggono. Io vorrei possedere Lui e da lui farmi possedere. Solo da Lui. Il mio Piccolo Principe. Un Principe Norvegese che non sa di me. E se lo sapesse, forse, non m'amerebbe come tutti gli altri. .di lui temo. .per lui tremo. Con i suoi capelli colore del grano, proprio come lo descrive l'autore del famoso libro che a moli oltre ame ha aperto gli occhi sulla letture. L'arte della lettura. Nata con capelli colore del grano ed occhi celesti come il cielo se limpido. Meraviglioso nella sua eleganza. Un Petit Prince tutto per me quest'anno ha varcato la soglia del mio Liceo. E non mi do più pace. Perché sotto i vestiti scuri nasconde una carnagione così chiara da far invidia al pallore della luna riflessa nel lago. Freddo il metallo delle borchie attorno ai polsi esili come la vita. Freddo il metallo delle borchie attorno al collo lungo e chiaro. Sembra così femminile nei movimenti da far paura. A volte penso che s'accorgerebbe di me solo se fossi uomo. Per poterlo ammirare non più da lontano ma sfiorando la sua pelle chiara. Ammirabile da lontano ma ancor più splendidamente da vicino. Ammirare così, semplicemente, tutto lui. Come un Piccolo Principe sperduto in un Paese delle Meraviglie che non è il suo. Ma che potrebbe accorgersi che è bellissimo. .come i suoi capelli colore del grano. .come i suoi occhi celesti come il cielo limpido. Come lui stesso. Mon Petit Prince.
un'altra pillola presa da PattyDiphusa
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martedì, 19 ottobre 2004
Sono Patty. O forse ci sono diventata. Non ricordo quando sono nata né quando sono morta. E poi rinata. Perchè io sono morta e rinata. E non parlo di reincarnazioni o trasmigrazione d'anima, parlo di morire dentro. Mentre il sole bastardo marcisce su di me {vedi Afterhours}. Sono morta dentro e rinata fuori. Perché alla fine dentro sono ancora quella di una volta, in parte. La Patty che camminava a testa bassa lungo il marciapiede non c'è più, ora il mento è alto e lo sguardo fiero. Sono fiera di me. Sono bella,e non me n'ero mai accorta. O non me n'ero mai voluta accorgere. Forse perchè nelle mie insicurezze ci potevo star bene, invece spesso riconoscere quanto si vale da fastidio,e la nuova immagine può starti stretta. Ed è pesante. Ma ho lasciato correre i giudizi della gente,pensando a me e me soltanto. E alla gente che amo. Perché la gente che amo,in fondo,non fa parte di me? Oh sì,e ne sono lieta. .la gente che amo ama la vecchia Patty insicura. .la gente che amo ama la nuova Patty orgogliosa. Che un pò l'ho sempre saputo di essere bella fuori quanto dentro,ma Lui non me l'ha mai detto abbastanza. Si divertiva con i suoi aghi ad infilzare il mio cuore di stoffa,sapendo che così m'avrebbe tenuta stretta a sé. Voleva vivessi nella sua ombra per timore che qualcuno ammirasse il mio splendore. Ed ora? Ora ha di meglio da fare. Ora ha qualcun'altra che sopporta le sue struggenti tragedie psichice. Io? Io ho imparato ad amare me stessa prima di ogni altra cosa. Ed ora semplicemente mi diletto nel far impazzire quanti più uomini conosco. Mi spiace ammetterlo,ma per troppo tempo hanno giocato con me. Oggi,ora io sono diversa. E mentre gli sguardi inappropriati di troppi si volgono a me mentre passo le dicerie sul mio conto si fanno più pesanti,seppur volino leggere di bocca in bocca. Lo cantava DeAndrè, un'artista per eccellenza. L'Artista!
Ho deciso che per questa sera basta così. Vi lascio sulle indimenticabili note che sento mie in questa prima volta che vi parlo di me.
La chiamavano bocca di rosa, metteva l’amore, metteva l’amore la chiamavano bocca di rosa metteva l’amore sopra ogni cosa.
Appena scesa alla stazione del paesino di san vicario tutti si accorsero con uno sguardo che non si trattava di un missionario.
C’è chi l’amore lo fa per noia Chi se lo sceglie per professione Bocca di rosa né l’uno né l’altro Lei lo faceva per passione.
Ma la passione spesso conduce a soddisfare le proprie voglie senza indagare se il concupito ha il cuore libero oppure ha moglie.
E fu così che da un giorno all’altro bocca di rosa si tirò addosso l’ira funesta delle cagnette a cui aveva sottratto l’osso
Ma le comari di un paesino non brillano certo in iniziativa le contromisure fino a quel punto si limitavano all’invettiva.
Si sa che la gente dà buoni consigli sentendosi come gesù nel tempio, si sa che la gente dà buoni consigli se non può più dare il cattivo esempio.
Così una vecchia mai stata moglie senza mai figli, senza più voglie, si prese la briga e di certo il gusto di dare a tutte il consiglio giusto.
E rivolgendosi alle cornute le apostrofò con parole argute: “il furto d’amore sarà punito – disse – dall’ordine costituito”.
E quelle andarono dal commissario e dissero senza parafrasare: “quella schifosa ha già troppi clienti più di un consorzio alimentare”.
Ed arrivarono quattro gendarmi con i pennacchi con i pennacchi ed arrivarono quattro gendarmi con i pennacchi e con le armi.
Spesso gli sbirri e i carabinieri al proprio dovere vengono meno ma non quando sono in alta uniforme l’accompagnarono al primo treno.
Alla stazione c’erano tutti dal commissario al sagrestano alla stazione c’erano tutti con gli occhi rossi e il cappello in mano, a salutare chi per un poco senza pretese senza pretese a salutare chi per un poco portò l’amore nel paese.
C’era un cartello giallo con una scritta nera diceva: “addio bocca di rosa con te se ne parte la primavera”.
Ma una notizia un po’ originale non ha bisogno di alcun giornale come una freccia dall’arco scocca vola veloce di bocca in bocca.
E alla stazione successiva molta più gente di quando partiva chi mandò un bacio, chi gettò un fiore chi si prenota per due ore.
Persino il parroco che non disprezza fra un miserere e un’estrema unzione il bene effimero della bellezza la vuole accanto in processione.
E con la Vergine in prima fila E bocca di rosa poco lontano Si porta a spasso per il paese L’amore sacro e l’amor profano
Bocca di rosa - Fabrizio De Andrè
un'altra pillola presa da PattyDiphusa
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